Porto Azzurro: la nuova motovedetta della Penitenziaria
Jun
11
2025
“Erano 40 anni che la Polizia penitenziaria attendeva una nuova unità navale, per operazioni di sicurezza e di ordine pubblico, per operazioni di soccorso in mare e per operazioni di trasporto del detenuto. Questa motovedetta coniuga una grande tecnologia con un’ampia cornice di sicurezza per il trasporto dei detenuti. È il segno di un Corpo che cresce sempre di più e di cui siamo sempre più orgogliosi”. Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove saluta con grande entusiasmo l’arrivo di una nuova motovedetta d’altura che va a potenziare le capacità operative del Servizio Navale della Polizia penitenziaria di stanza al porto di Livorno. La SpartiVento 01, presentata ufficialmente oggi a Porto Azzurro, è la prima di due nuove imbarcazioni che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha acquistato per rinnovare il naviglio del Corpo: la seconda sarà in acqua entro la fine dell’anno.

Alla cerimonia erano presenti, insieme a rappresentanti delle autorità locali, il direttore generale per la Gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria del DAP Antonio Bianco, la responsabile della Divisione I – Automezzi e telecomunicazioni della Direzione per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi di edilizia penitenziaria Elena Nanni, il provveditore regionale Gloria Manzelli, il direttore della Casa di reclusione Pasquale De Santis di Porto Azzurro Martina Carducci, il comandante del reparto dell’istituto Luigi Bove e il comandante della Base navale di Livorno Francesco Deiana. Madrina della presentazione l’atleta delle Fiamme Azzurre Alice Sotero, campionessa italiana e plurimedagliata nel Pentathlon Moderno, quarta classificata alle Olimpiadi di Tokyo.
Con uno scafo realizzato in fibra di vetro e carbonio, la SpartiVento ha una lunghezza di 16,75 metri e un pieno carico fino a 25 tonnellate. Grazie a due motori da 800 cavalli di potenza, può agevolmente raggiungere una velocità di punta di oltre 31 nodi. L’imbarcazione ha dimensioni e capacità di manovra che ne consentono l’impiego in aree di protezione ambientale e può operare sia in acque costiere che in mare aperto, anche su lunghe distanze. Robusta e veloce al tempo stesso, la SpartiVento è progettata per affrontare condizioni marine impegnative corrispondenti al livello 4 della scala Douglas (mare mosso con altezza delle onde fino a 2,5 metri). A bordo, una strumentazione all’avanguardia, comprensiva di radar, ecoscandaglio e sistemi di comunicazione avanzati per operazioni coordinate con le altre forze dell’ordine e le autorità marittime.

La distribuzione degli ambienti interni è progettata per consentire il trasporto complessivo di 21 persone, di cui 6 membri dell’equipaggio e 15 passeggeri. I passaggi interni non sono mai inferiori a 50 cm per favorire la massima disponibilità di spazio in caso di interventi. È inoltre dotata degli spazi adeguati a trasportare una barella. Uno specifico ambiente è dedicato al trasporto di massimo 4 detenuti, progettato nel rispetto delle necessità di contenimento, salvaguardia e prevenzione dei trattamenti inumani o degradanti.
La storia del Servizio Navale del Corpo di polizia penitenziaria prende le mosse agli inizi degli anni Ottanta con la legge 651/1979 sul potenziamento e l’ammodernamento tecnologico dei servizi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Nel 1985, con decreto del Presidente della Repubblica, vennero iscritte nel quadro del naviglio militare dello Stato le prime 6 motovedette d’altura del Corpo. I requisiti operativi assegnati erano di assicurare il pattugliamento delle acque adiacenti alle case di pena, il trasporto rapido del personale militare e civile dell’Amministrazione penitenziaria per compiti istituzionali, l’appoggio dal mare a rastrellamenti effettuati in terraferma per la ricerca di evasi, il soccorso alla vita umana in mare e gli interventi sanitari di emergenza e il trasporto di armamenti e dotazioni varie. Con l’istituzione della Base navale di Venezia, avvenuta nel 1998, il Servizio navale assume ordinariamente le traduzioni di detenuti e internati via mare.

Attualmente sono presenti due basi navali di altura e una lagunare. Le prime sono la base navale di Livorno al Porto Mediceo, che copre la tratta per il servizio sull’isola di Gorgona con cinque imbarcazioni, e la sezione navale distaccata di Livorno Marina di Campo, per il servizio da e verso l’isola di Pianosa, con una imbarcazione. A Venezia, invece, vi è la base della Casa Circondariale maschile, con dieci motoscafi lagunari, uno zatterino fuori bordo per attività logistiche e un motoscafo civile, per le esigenze di servizio dei due istituti penitenziari della città lagunare.
Al Servizio navale sono assegnate 49 unità, con le specifiche abilitazioni di comandante, motorista e nocchiere radarista. A livello Dipartimentale il Servizio Navale è inserito nell’ambito della Divisione IV-Specialità e specializzazioni, sezione quarta, che provvede all’emanazione delle direttive occorrenti, al coordinamento e al controllo dell’attività del servizio, determinando, fra le altre cose, la dislocazione delle basi navali sul territorio nazionale, l’entità e il tipo di naviglio da assegnare a ciascuna di esse, nonché le infrastrutture e le attrezzature necessarie per i servizi a terra.
